Pochi giorni fa è nata un'associazione che intende avviare un processo pubblico di costruzione di un nuovo partito. Il manifesto dell’associazione (1) è piuttosto eloquente e richiama alcuni temi a cui sono molto caro e di cui ho discusso parecchio negli scorsi anni (2, 3, 4, 5). Di seguito riporto alcuni passaggi del manifesto in questione:
- “da circa 40 anni l’Italia indietreggia socio-economicamente rispetto al resto del mondo [...] non a causa di un destino cinico e baro ma per via di scelte fatte dalla maggioranza degli italiani, illusi da proposte politiche ingannevoli e di corto respiro”
- “Per invertire la rotta occorre cambiare sia le politiche adottate, sia la visione del mondo che le ha generate. Questo richiede l’ammissione che la responsabilità di quanto accade è nostra e l’identificazione degli errori compiuti nell’ultimo mezzo secolo.”
- “L’Associazione intende avviare un processo pubblico di costruzione di un partito che [...] vada oltre l’infimo livello dei populismi attuali, oltre ogni vuoto proclama ideologico, oltre la retorica identitaria, oltre le false promesse di miracolose panacee, oltre l’utopia infantile del pasto gratis, oltre la mitologia dell’uomo o donna del destino che tutto può, tutto promette e nulla combina.”
- “esiste un'Italia capace, tecnicamente competente, altamente produttiva, tecnologicamente avanzata o per lo meno in grado di esserlo, moralmente coraggiosa e pronta ad assumersi i rischi e le responsabilità del cambiamento, aperta al mondo esterno e alle sue dinamiche [...] Questa Italia è da decenni priva di una rappresentanza politica”
- Riforma delle pensioni, che sono l’elefante nella stanza: bisogna rendere sostenibile il sistema previdenziale, altrimenti la mia generazione e quella di mio figlio sono spacciate.
- Riforma dell’istruzione: IMHO bisognerebbe rivedere tutto da zero o quasi, per insegnare ai giovani d’oggi come essere cittadini nel mondo del domani.
- Blocco nominale della spesa pubblica: a causa degli sperperi passati, l’Italia ha uno strettissimo spazio fiscale su cui agire ogni anno. Concentriamoci sulle spese importanti (istruzione, sanità, infrastrutture, spesa sociale vera ed investimenti) ma eliminiamo in maniera graduale le tante spese superflue dello Stato.
- Implementare tutte le riforme necessarie per aumentare il tasso di crescita della produttività: favorire la concorrenza e liberalizzare i mercati protetti, snellire la burocrazia e la giustizia ed adeguare il sistema bancario italiano agli standard europei;
- Riforma della tassazione: ci vuole semplificazione dal lato di chi riscuote e giustizia per chi contribuisce, al fine anche di aiutare la lotta all’evasione fiscale.
- Disoccupazione e assistenza sociale: il “Reddito di inclusione” era troppo poco finanziato, il “Reddito di cittadinanza” metteva insieme gli aiuti di sussistenza coi sussidi di disoccupazione senza ottenere alcun risultato sul mercato del lavoro, mentre l’“Assegno di inclusione” fa troppi figli e figliastri. Conviene ripartire da zero, separando i sussidi di disoccupazione, che peraltro dovrebbero riguardare tutti, non solo alcune categorie meglio tutelate di altre, dagli aiuti stile “Reddito di inclusione” col fine di agire in maniera più efficace su entrambi i fronti.
- Energia: per raggiungere la neutralità carbonica al 2050 il nucleare va aggiunto al mix nazionale. Con finanziamenti in parte pubblici e in parte privati non è impensabile aprire una prima centrale in 10 anni.
- Rendersi conto che il Novecento è un capitolo vecchio e la parola d’ordine dovrebbe essere “progressismo”: più diritti alle persone LGBTQ+ e legalizzazione della cannabis e della prostituzione in primis.
In tutta sincerità, sono piuttosto emozionato da questa faccenda e sono parecchio curioso di seguire l’evoluzione di questo progetto. È infatti dai tempi dei primi incontri di “Liberi, oltre le illusioni“ (6) e dell'intervista di Michele con Shy nel 2019 (7) che aspetto (o per meglio dire, spero in) uno sviluppo del genere.
Pertanto, pur con cauto ottimismo, penso che se avranno successo nella creazione di tale partito, forse sarà la volta buona che andrò alle future elezioni convinto di votare un progetto a cui tengo e non rassegnato a dover votare il meno peggio.
Dirò di più, per una volta sono persino tentato di partecipare in prima persona in maniera attiva ad un partito politico.
tl;dr
Pochi giorni fa è nata un'associazione che intende avviare un processo pubblico di costruzione di un nuovo partito. Di seguito riporto alcuni passaggi del manifesto dell’associazione stessa:
Pertanto, pur con cauto ottimismo, penso che se avranno successo nella creazione di tale partito, forse sarà la volta buona che andrò alle future elezioni convinto di votare un progetto a cui tengo e non rassegnato a dover votare il meno peggio.
Dirò di più, per una volta sono persino tentato di partecipare in prima persona in maniera attiva ad un partito politico.
tl;dr
Pochi giorni fa è nata un'associazione che intende avviare un processo pubblico di costruzione di un nuovo partito. Di seguito riporto alcuni passaggi del manifesto dell’associazione stessa:
- “da circa 40 anni l’Italia indietreggia socio-economicamente rispetto al resto del mondo [...] non a causa di un destino cinico e baro ma per via di scelte fatte dalla maggioranza degli italiani, illusi da proposte politiche ingannevoli e di corto respiro”
- “Per invertire la rotta occorre cambiare sia le politiche adottate, sia la visione del mondo che le ha generate. Questo richiede l’ammissione che la responsabilità di quanto accade è nostra e l’identificazione degli errori compiuti nell’ultimo mezzo secolo.”
- “L’Associazione intende avviare un processo pubblico di costruzione di un partito che [...] vada oltre l’infimo livello dei populismi attuali, oltre ogni vuoto proclama ideologico, oltre la retorica identitaria, oltre le false promesse di miracolose panacee, oltre l’utopia infantile del pasto gratis, oltre la mitologia dell’uomo o donna del destino che tutto può, tutto promette e nulla combina.”
- “esiste un'Italia capace, tecnicamente competente, altamente produttiva, tecnologicamente avanzata o per lo meno in grado di esserlo, moralmente coraggiosa e pronta ad assumersi i rischi e le responsabilità del cambiamento, aperta al mondo esterno e alle sue dinamiche [...] Questa Italia è da decenni priva di una rappresentanza politica”

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